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2013 - MUTABILITÀ STRADE DEL POSSIBILE - LA STRADA GIUSTA

Mutabilità - Strade del possibile è un titolo che rimanda ad un concetto di incertezza strettamente correlato al momento che stiamo vivendo e, non a caso, l’Associazione Marco Magnani ha riflettuto su quale funzione possa avere l’arte in tempo di crisi ideando questo tema per l’edizione del Premio Marco Magnani 2013. Edizione del Premio caratterizzata dalla scelta di uscire dai luoghi destinati consuetamente all’arte e adibiti a spazi espositivi per essere presenti in città in maniera più facilmente fruibile dal pubblico con un’inconsueta contaminazione del centro storico.

Non perché non si creda che musei, pinacoteche e gallerie abbiano un ruolo fondamentale e utile, ma per trasmettere il messaggio che la cultura immateriale può essere una risorsa importante soprattutto per un territorio che vive delle criticità. Alcuni esercizi commerciali della città di Sassari hanno ospitato i lavori degli artisti nelle loro vetrine, dando vita ad una street gallery dai connotati spiazzanti per coloro che si aggirano tra i negozi e si aspettano di vedere solo la “merce” esposta.

La vetrina in alcuni casi diventa occasione di riflessione sul sistema stesso di esposizione (Mariona Moncunill); altre volte ambito per una visione neo mitologica con nuovi linguaggi che trovano spazio anche in Sardegna (Antoni Hervàs); o nicchie che intrappolano dei minuscoli supereroi nel loro tentativo di evadere dalla dimensione del fumetto (Martìn Vitaliti); e infine giocosa estensione colorata di griglie e moduli che ipnoticamente scardinano il pensiero canonico dell’arte (David Mutiloa).

La selezione degli artisti è stata curata da Glòria Picazo, direttrice del Centre d’Art la Panera di Lleida, con cui l’Associazione Marco Magnani collabora da anni con l’intento di costruire relazioni di scambio e interazione.

Altra innovazione di questa edizione consiste nel creare una sezione dedicata ad ospitare un curatore sardo, Giangavino Pazzola, e due artisti da lui proposti, Enrico Piras e Enrico Pitzianti. La ragione di attivare anche queste collaborazioni è di rendere maggiormente evidente e concreto il confronto fra le realtà locali che operano nell’isola e non solo, e le esperienze presenti nel panorama internazionale.

Perché Mutabilità - strade del possibile?

Il concetto di incertezza, che una volta era legato a fattori di ordine naturale, è adesso connesso più ad un paradigma individuale con una crescente ansia per il peso della responsabilità conseguente. Perché, paradossalmente, ad una condizione di determinismo del singolo corrisponde una maggiore apprensione riferita al fare collettivo. Il mondo per secoli è stato governato da leggi di natura, su cui l’uomo ben poco poteva incidere, emanazioni della potenza divina imperscrutabile agli occhi di un soggetto abbandonato ad un rassegnato fatalismo.

Si è passati da una determinazione di fattori naturali/ambientali ad una dimensione di volontà/potere degli individui. Il diffondersi dello sviluppo tecnologico e la rapidità del suo progresso a livello globale hanno generato una maggiore libertà personale, lasciandoci fondamentalmente insicuri. Secondo Bauman l’opposizione tra libertà e sicurezza ha visto la modernità barattare libertà in cambio di ordine, mentre la postmodernità si connota per aver barattato sicurezza in cambio di libertà. “…gli ultimi venti anni hanno distrutto sicurezza (sociale e psicologica) favorendo la libertà individuale.”

La libertà di fare cosa

Come in un labirinto ci troviamo soli a dover individuare la strada giusta. Bisogna scegliere e la scelta comporta possibilità e incognite. Spesso anche la difesa dello status diventa una sfida difficile e, all’aprirsi della mobilità sociale in tutte le direzioni, ascendente e discendente, corrisponde un rischio maggiore di errore man, mano che si fanno più deboli le reti di garanzia. Complessità e smarrimento ci sommergono caratterizzando la contemporaneità.

La strada giusta

Non è dato sapere quale sia la strada giusta: una, unica per tutte le situazioni ma possiamo ampliare lo sguardo cominciando a percepire le possibilità, le nuove prospettive che si incrociano a un punto di svolta. Possiamo ridefinire il confine e scoprire che i limiti sono spesso dei paletti che ostacolano il nostro percorso. E chi meglio degli artisti può accompagnarci in questo sconfinamento di ricerca?

L’artista nel suo atto creativo vive in un equilibrio instabile e in continua ridefinizione. Il suo agire è un momento di passaggio/transizione sul confine del dubbio. Proprio il dubbio dà vita a nuove ed inedite forme per osservare la realtà e l’esperienza artistica genera esiti inattesi capaci di sorprendere e al tempo stesso di includere, conducendoci a un dato universale che scopriamo appartenerci.

“Tra bufalo e locomotiva la differenza salta agli occhi: la locomotiva ha la strada segnata, il bufalo può scartare di lato e cadere”
Francesco De Gregori - Bufalo Bill, 1976

Rita Delogu
Presidente dell’Associazione Marco Magnani

   
   
   
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